Storia del Friuli Venezia Giulia

Storia del Friuli Venezia Giulia

La bipartizione del nome rende evidente la peculiarità di questa regione, formatasi dall’unione della precisa unità storico-geografica del Friuli, la quale copre più del 90% dell’attuale territorio, e dalla parte di Venezia Giulia unita all’Italia dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Fin dall’età classica infatti il Friuli e la Venezia Giulia costituirono alternativamente due regioni distinte o una sola unità territoriale, a seconda delle vicende che riguardarono più generalmente i territori di confine già appartenenti all’Impero Romano: abitata anticamente da popolazioni d’etnia gallica (il Friuli) e illirica (il Venezia Giulia), dopo la conquista romana avvenuta intorno al II secolo a.C., l’intera regione fu inglobata nella Regio X Venetia et Histria, estesa fin dentro i territori sloveni alle attuali città di Pola, Lubiana e Tarsatica, attraverso le quali si svilupparono importanti traffici commerciali con l’Oriente.

Durante il periodo di dominazione romana, la regione godette di una notevole prosperità e il capoluogo Aquileia fu un grande centro agroalimentare, ricco di attività commerciali, industriali e portuali, tanto che intorno al 300 venne eletta metropoli cristiana. Le imponenti opere difensive realizzate lungo l’arco delle Alpi Giulie per contrastare possibili incursioni barbariche (il famoso Limes Italicus Orientalis) non riuscirono a fermare Attila, che la depredò nel 452.

Nonostante le devastazioni subite, la regione riuscì a mantenere un ruolo economico e politico importante grazie all’azione dei Patriarchi di Aquileia, che gestirono come feudatari imperiali l’intero territorio del Friuli, estendendo in alcuni periodi la loro giurisdizione anche sulla Venezia Giulia, la quale però rimase per la maggior parte della sua storia di diretta competenza asburgica, anche quando gran parte dell’entroterra friulano fu assoggetto alla Repubblica di Venezia.

Il Friuli-Venezia Giulia in età contemporanea

Dopo il Trattato di Campoformio, il Friuli-Venezia Giulia entrò a far parte dei possedimenti austro-ungarici e, a discapito delle spinte irredentiste manifestatesi nella regione, non poté essere annesso al Regno d’Italia al termine della Terza Guerra d’Indipendenza: fu solo dopo la Prima Guerra Mondiale, la quale sul fronte italo-austriaco ebbe tra i suoi obiettivi fondamentali proprio l’annessione della regione al Regno d’Italia, che il Friuli-Venezia Giulia, devastato dalle durissime operazioni belliche e dalle repressioni svoltesi in questi luoghi soprattutto in seguito alla rotta di Caporetto (ottobre 1917), innalzò finalmente la bandiera italiana.